Come sta la tua azienda? È una domanda semplice. Eppure, se la rivolgiamo a un Imprenditore, la risposta arriva quasi sempre senza esitazioni: “Bene, abbiamo tanto lavoro.”
Ma avere molto lavoro significa davvero che l’azienda sta bene? Non necessariamente, non sempre.
Pensiamo a una persona che continua a lavorare dodici ore al giorno, non si ferma mai e dice di sentirsi in forma. Finché un controllo non evidenzia valori fuori norma. Da fuori sembrava tutto normale. Dentro, però, qualcosa stava cambiando.
Gesti scaramantici ammessi, ma il ragionamento è importante perché per un’impresa vale lo stesso principio.
Ci sono aziende che fatturano più dell’anno precedente ma incassano sempre più tardi: la tua fa parte di queste?
Altre chiudono il bilancio con un utile, ma la liquidità è costantemente sotto pressione: oppure questa è la tua categoria?
Altre ancora crescono velocemente, salvo poi accorgersi di dipendere da un solo cliente o da un solo fornitore: questa è la tua?
Il problema è che questi segnali raramente fanno rumore, arrivano lentamente e, proprio per questo, vengono spesso ignorati.
La domanda allora cambia e non è più: “L’azienda va bene?”, ma La domanda giusta è: “Se oggi dovesse emergere un problema, quanto tempo impiegherei ad accorgermene?”:
- Quando me lo dice il commercialista
- Quando la banca mi chiama
- Quando manca la liquidità
probabilmente il controllo dell’azienda non è nelle mani dell’imprenditore, ma degli eventi.
Un medico non aspetta il malore per prescrivere gli esami (se è così, cambia medico!).
Allo stesso modo, un imprenditore non dovrebbe aspettare una difficoltà finanziaria per capire se la sua azienda è in equilibrio.
Esistono alcuni indicatori semplici che consentono di leggere lo stato di salute di un’impresa: la capacità di generare cassa, l’equilibrio tra debiti e patrimonio, i tempi di incasso dei clienti, la concentrazione del fatturato, la sostenibilità dell’indebitamento e il livello di organizzazione interna (solo per citarne alcuni), ma nessuno di questi, preso singolarmente, racconta tutta la storia.
Insieme, però, permettono di capire se l’azienda sta costruendo basi solide oppure se sta accumulando fragilità che, prima o poi, potrebbero emergere.
La buona notizia è che la maggior parte dei problemi non nasce all’improvviso, c’è sempre qualche traccia in giro, qualche segnale.
Occorre solo decidere di guardarlo e soprattutto saperlo vedere.
Per questo, prima di chiedersi come aumentare il fatturato, forse vale la pena fermarsi un momento e porsi una domanda ancora più importante: “Se la mia azienda facesse oggi un check-up completo, quale sarebbe il suo stato di salute?”
A volte la risposta può essere più utile di qualsiasi previsione sul futuro.
Ecco perché noi continuiamo a dire: incontriamoci prima